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domenica 6 gennaio 2013

Il sogno di Berlusconi è il balcone di Piazza Venezia


Finalmente oggi dovrebbe entrare in vigore la “par condicio”, emanata dalla Commissione di Vigilanza per le prossime elezioni politiche.
Ribadisco “finalmente”, perché c’è da augurarsi che così finiscano le scorrerie di Berlusconi su tutti i media nazionali e locali.
Non si è azzardato a chiedere ospitalità anche a “Radio Vaticana” ed a “Radio Maria” solo perché lo avrebbero censurato.
In tutte le sue performance mediatiche Berlusconi ha trovato il modo per insultare i suoi vecchi alleati, Casini e Fini, bollati, di volta in volta, come “orrendi anzi orrendissimi”, “i peggiori politici”, “le peggiori persone da me incontrate”, “traditori di chi li ha eletti”, e così via.
Evidentemente Berlusconi, avvezzo, nelle sue aziende come nel PdL, a soggiogare dipendenti e lacchè, che non ardiscono contraddirlo, è incapace di accettare il confronto con chiunque non sia disposto a subire la sua arroganza, il suo dispotismo, o a dare credito al bagaglio di menzogne che lui pretende di esibire impunemente.
È un atteggiamento questo che si palesa in tutta la sua assurdità quando, dopo aver concessa un’intervista, Berlusconi accampa la pretesa che l’intervistatore non gli ponga domande.
La ridicola sceneggiata, inscenata giorni fa, continuando a minacciare di abbandonare lo studio solo perché messo alle corde dalle domande di Massimo Giletti, è ormai una perla della storia televisiva.
Culturalmente antidemocratico, Berlusconi vive con disagio ogni situazione nella quale non può imporre la sua volontà.
Chiunque, perciò, non condivida le sue opinioni, caratterizzate peraltro da costanti contraddizioni, o non si sottometta alle sue stramberie, è considerato da lui un traditore.
In questi giorni, anche se pubblicamente non lo ammetterà mai, considera traditore anche Mario Monti che ha osato non accettare la sua proposta di diventare l’aggregatore dei moderati.
Ne è prova il fatto che da giorni si è intestardito, dimostrando tutta la sua insensatezza, ad invitare Monti a dimettersi da “senatore a vita”, solo perché è entrato nell’agone elettorale, visto che di dimissioni non ne aveva mai parlato quando era lui a chiedere a Monti di mettersi a capo dei moderati.
Oramai, è assodato che Berlusconi consideri Monti non un avversario politico, ma un nemico da offendere e denigrare, e per confermarlo, nel corso di un incontro al Corsera, ha voluto definire Monti, Casini e Fini il “trio sciagura”.
E per fortuna che da autorevoli protagonisti non solo del mondo politico, si è auspicato che la campagna elettorale possa svolgersi in un clima civile, confrontandosi solo su proposte politiche !

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