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domenica 27 gennaio 2013

Incognite della campagna elettorale


Mancano 29 giorni all’apertura dei seggi e la campagna elettorale si fa incandescente.
Il clamore, suscitato dagli eventi del Monte dei Paschi, rischia di rimescolare le carte e di infiammare una campagna elettorale anestetizzata dai discorsi, triti e ritriti, di un Berlusconi che da troppi giorni occupa la scena.
Le prime avvisaglie del repentino cambiamento sia di protagonisti che di intensità balzano evidenti già in queste ore.
In questi ultimi 29 giorni, le indicazioni dei sondaggi potrebbero essere stravolte, anche per l’emergere di fatti, al momento imprevedibili, in grado però di incidere sul risultato delle urne.
Ad esempio, nelle ultime ore, nel centrodestra è scoppiato il caso delle firme false, scoperte dalla Procura di Lodi nella circoscrizione Lombardia 3, a sostegno della lista “La Destra” di Storace.
Se è vero che, oltre alle 500 firme false, la Digos ha sequestrati anche 83 timbri contraffatti, relativi a giudici di pace di Comuni non solo lombardi e ad uffici del Tribunale di Milano, c’è il rischio che una delle liste che formano il variopinto trenino del centrodestra, faccia mancare la sua stampella alla coalizione.
Se così fosse è facile prevedere che Berlusconi non perderà l’occasione per prendersela con la magistratura comunista.
Berlusconi andrà in TV e sosterrà che la solita magistratura comunista non aveva alcuna ragione per sequestrare firme false e timbri contraffatti, perché non c’è nulla di male a falsificare la firma di un giudice di pace o di un ufficio del Tribunale.
Nel centrosinistra, invece, cresce giorno dopo giorno la fibrillazione e non solo per il pasticciaccio del Monte dei Paschi.
Infatti, Bersani da giorni è sotto attacco, oltre che da parte di Monti, soprattutto da parte di Ingroia che, collocatosi più a sinistra del PD e di SEL, cerca di risucchiare i voti degli elettori più radicali.
A Bersani non sarà sfuggito, infatti, che la combattività di Ingroia abbia già prodotto qualche primo effetto se è vero che, nelle prime settimane del 2013, la coalizione di centrosinistra è passata dal 42,9% al 38,1%, perdendo 4,8 punti, mentre Rivoluzione Civile di Ingroia, dal 29 dicembre 2012 data della sua discesa in campo, ha già conquistato il 4,5%.
Alfano, dal canto suo, non nasconde la soddisfazione per la flessione del centrosinistra, e si avventura perfino a sognare il sorpasso, credulo dei sondaggi taroccati che gli rifila ogni giorno Alessandra Ghisleri, la sondaggista di fiducia di Berlusconi.
Eppure, i principali istituti di ricerca posizionano stabilmente, oramai da settimane, il PdL tra il 18% ed il 20%.
Nella bagarre elettorale, da alcuni giorni, è comparso anche Mario Monti che, pur senza abbandonare il suo aplomb british, ha incominciato comunque a menare fendenti a destra ed a sinistra.
Dai primi interventi del Professore si ha l’impressione che il suo obiettivo principale, almeno in questa fase, sia quello di mettere precisi paletti per prendere le distanze da Vendola, Berlusconi e Bersani, troppo condizionato da CGIL.
A 29 giorni dalla apertura dei seggi, però, dalla campagna elettorale continuano a essere assenti proposte e programmi per superare la crisi che sta affliggendo il nostro Paese.
Se continuerà così gli elettori saranno costretti a votare non “per” questa o quella formazione politica, ma “contro”… ed è quello che vuole Grillo ed il M5S.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Per non fare la fine dell'Iran bisogna tapparsi il naso e votare il meno peggio.

Alex di Monterosso ha detto...

E' una bella scommessa indovinare il meno peggio in questo scenario politico deprimente !

Anonimo ha detto...

Ancora una volta si è caduti nella trappola di fare la campagna elettorale sulle polemiche e sulle aggressioni anzichè sui programmi; questo porta a nozze i populisti come Grillo e Berlusconi entrambi bravissimi nell'utilizzo dei media anche se per strade diverse. Grillo forse è addirittura più bravo di Berlusconi visto che si parla di lui su tutti i media e SENZA NESSUN RISCHIO DI UN CONTRADDITTORIO che possa metterlo in difficoltà.

Alex di Monterosso ha detto...

Grazie per il commento ! Parole assolutamente condivisibili ! E' più facile, per i politicanti, fare della filosofia che non scendere sul piano degli impegni, anche se è altrettanto vero che gli italiani siano distratti od abbiano la memoria corta, per non ricordare poi quanti impegni non siano, in realtà, rispettati dai politici.

Anonimo ha detto...

Purtroppo ho la sensazione che mentre le poche persone serie che cercano di fare politica si confrontano e si dividono su problemi forse anche marginali, ci sono, dall'altra parte i populisti che raccolgono al proprio interno forze eterogenee di qualsiasi credo politico o ARRIVISTI dell'ultim'ora col miraggio del parlamento, pur di accrescere il proprio elettorato. Questo poi ci porterà a fare le solite figure di merda come popolo italiano perchè sicuramente proliferanno gli Scilipoti di turno che per una manciata di fave passeranno da uno schieramento all'altro. Mi riferisco soprattutto al movimento 5 stelle dove pur volendo ritenere il sig. Grillo in buona fede, non credo si possa usare lo stesso metro per tutte le persone che saranno elette nel suo schieramento e credo che neppure lui possa garantire per loro dopo essere stati eletti. In altre parole IL MERCATO DELLE COMPRAVENDITE SARA' MOLTO PIU' FERTILE del passato. Io mi domando: in presenza di una porcata di legge elettorale, e conoscendo i sondaggi, è così difficile dare un voto intelligente al senato sapendo che il voto dato ai piccoli partiti che non raggiungeranno l'8% è un voto regalato alla parte avversa?

Alex di Monterosso ha detto...

Innanzitutto grazie per aver letto e commentato il mio post !
Una premessa d’obbligo. Io seguo da anni le vicende politiche italiano, con un po’ di buon senso, ma non sono un politologo.
Ciò premesso, qualche considerazione. In effetti, come sempre, gli elettori si troveranno ancora una volta di fronte a circa 190 simboli per la maggior parte dei quali l’unico vero obiettivo è quello di raccattare un po’ di denaro pubblico.
Ci sono poi le formazioni che hanno la concreta possibilità di portare loro rappresentanti in Parlamento, ed è qui che sorgerà il problema della “compravendita” di deputati e senatori. Sono d’accordo con lei che a creare più preoccupazioni saranno le decine di parlamentari eletti con il M5S, un po’ spaesati di fronte ai loro colleghi, veri marpioni politicanti. La novità, l’impreparazione al ruolo, la possibile esaltazione per vivere in quelle alule, potrebbero giocare qualche tiro mancino alle attese di Grillo.
Per quanto riguarda, invece, il voto al Senato, credo che troppe formazioni non riusciranno a superare la soglia di sbarramento, per cui i voti utili saranno quelli che gli elettori concentreranno sulle 3 coalizioni principali. Escluderei solo M5S per i motivi già detti.
Grazie buona serata