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martedì 29 gennaio 2013

Il più grave errore di Mario Monti


Mario Monti, tra qualche anno, forse si renderà conto di aver commesso un grave errore, e si rammaricherà di non poter cancellare dal suo curriculum una data, quella del 16 novembre 2011.
Un errore che cercherà di giustificare a se stesso e di scoprirne i perché.
Può darsi che lo abbia commesso per soggezione, per un eccesso di rispetto nei confronti di Giorgio Napolitano, che lo chiamava ad assumere il ruolo di premier di un nuovo governo a termine.
Oppure, per l’ambiziosa speranza di poter aiutare il Paese, salvandolo dal precipizio in cui Berlusconi lo stava portando.
Od ancora, perché mal consigliato dai circoli internazionali che intravedevano e temevano un default dell’Italia, dopo quello della Grecia.
Forse anche perché, vivendo a lungo all’estero, non si era reso conto del torpore cerebrale che, da 20 anni, aveva contaminato molti italiani.
Fatto sta che, tra qualche anno, Mario Monti comprenderà che avrebbe fatto bene a rifiutare il mandato per un governo precario, sostenuto da una maggioranza patchwork e litigiosa.
Prima o poi, Monti si renderà conto che avrebbe dovuto insistere con il Presidente della Repubblica affinché lasciasse che il governo Berlusconi completasse il disastro finanziario ed economico del Paese, anche per non concedergli più alibi e spazi di riesumazione.
D’altra parte, gli italiani più consapevoli avevano ben compreso che, in quel momento, dopo essere giunto fino a novembre senza aver eseguito nessuno dei diktat, decretati fin dal 5 agosto dalla BCE, Berlusconi non cercasse altro che qualcuno al quale dire “vai avanti tu che a me viene da ridere” ed affibbiargli tutto il lavoro sporco ed impopolare da fare.
Che ne sarebbe stato dell’Italia ?
Con molte probabilità sarebbe stata commissariata come la Grecia, sottomessa ad incalzanti controlli da parte di una troika che, con fermezza, avrebbe imposte all’Italia scelte molto dure.
La classe politica, tutta, ne sarebbe uscita con la coda tra le gambe, si sarebbe ricorso ad elezioni anticipate per formare un “governo di salute pubblica a sovranità limitata”.
Molti italiani non avrebbero capito cosa stesse succedendo.
Giorno dopo giorno, però, con la disoccupazione in salita verticale, il taglio di salari e pensioni, la falcidia dei dipendenti pubblici, etc., anche gli italiani più ottusi si sarebbero resi conto in quale precipizio il governo Berlusconi avesse portata l’Italia.
Solo allora il popolo italiano avrebbe aperti gli occhi, finalmente, e si sarebbe ribellato, prendendo a calci politici e politicanti, spazzando via ogni tipo di casta e corporazione, mettendo alla gogna corrotti e corruttori, ladri e ladruncoli di stato e di banca, dando il via ad un radicale e salutare rinnovamento della società e della politica.
Invece, per colpa di Monti e del suo sventurato errore, oggi siamo ancora costretti a sorbirci una campagna elettorale infestata dalle solite facce, che vogliono farci credere di essere sbarcati da Marte solo qualche giorno fa, che ripropongono le fandonie che ci propinano da anni, che fanno finta di aver data una ripulita alle liste, che pensano di potersi presentare nell’agone elettorale come verginelle, perché tanto la rovina dell’Italia è colpa soltanto degli undici mesi del governo Monti.
La vera calamità, purtroppo, è che i sondaggi sembrano dare ragione a loro, porca miseria !

2 commenti:

umberto marielli ha detto...

Buongiorno Alex,
sono sempre più perplesso e credo, purtroppo, che il popolo italiano ami essere 'infinocchiato'! Il sondaggio del Tg di La7, anticipato su Twitter da Enrico Mentana dà un calo dell'1,1 del Pd, una risalita del Pdl al 20 per cento, Monti che torna sotto il 10 e Grillo al 13,7. Io, alle prossime elezioni, desidero protestare votando "il nuovo" e in questi ultimi giorni di campagna elettorale farò una attenta analisi per evitare errori, ma stai certo che voterò "il nuovo".
Cordialmente Umberto Marielli

Alex di Monterosso ha detto...

Buongiorno Umberto !
Oggi è arrivata anche da Olli Rehn la conferma che alle richieste, contenute nella lettera BCE del 5 agosto 2011, Berlusconi non ha dato alcun seguito. Il 16 novembre ha preferito FUGGIRE da Palazzo Chigi, rovesciando su Giorgio Napolitano l'accusa di aver "sospesa" la democrazia. Il guaio è che lo psiconano è sulla breccia e ci sono ancora troppi gonzi che sembrerebbero intenzionati a votarlo. Personalmente non vedo bene neppure l'accoppiata PD-SEL, e mi fa inorridire un probabile governo con ministri D'Alema, Vendola, Bindi, Fassina. A pelle non mi piace nè la volgarità, nè la inconsistenza politica di Grillo. Conclusione ? Non resta che fare una scelta civica, perlomeno questo è il mio pensiero.
Ciao Umberto ed a presto.
Alex Visciani