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mercoledì 9 gennaio 2013

Maroni ed i misteri del “patto marosconi”

In un paese in cui persino pizzini ed sms tra amanti trovano divulgazione attraverso la stampa, appare perlomeno curioso che, ad oltre 48 ore dalla firma del decantato “patto marosconi”, non ci sia traccia dello stesso da nessuna parte.
I motivi che consigliano, a Maroni e Berlusconi, di non rendere pubbliche le loro intese potrebbero essere tre.
O i contenuti, dell’accordo, sono così sconclusionati e vaghi da rasentare il ridicolo, per cui i due firmatari hanno paura di essere derisi “urbi et orbi”.
Oppure, i contenuti sono così imbarazzanti, ad esempio, perché inattuabili, da indurre a mantenerli segreti per evitare che gli elettori, se ne venissero a conoscenza, dirotterebbero i loro voti verso altre formazioni politiche.
Oppure, infine, l’accordo contiene impegni così vergognosamente disdicevoli da non poterli rendere pubblici.
Resta il fatto che, dopo il solenne annuncio “habemus papam”, declamato da Berlusconi ai microfoni di radio RTL lunedì 7 gennaio, (e non “habemus Papi” che è, invece, il cantico delle ancelle che frequentano Arcore), si è saputo solo che:
1.  il PdL appoggerà la candidatura di Maroni alla presidenza della Regione Lombardia;
2.  l’alleanza PdL – Lega si presenterà alle prossime elezioni politiche senza indicare il nome del candidato premier;
3.  Berlusconi sarà il leader dell’alleanza;
4.  Berlusconi, nel caso l’alleanza PdL – Lega dovesse vincere le elezioni, sarebbe disposto a fare un passo indietro ed a diventare ministro dell’economia;
5.  Maroni ripone una fiducia illimitata nel fatto che Berlusconi rispetti i patti, solo perché questa volta sarebbero scritti.

Inevitabile, a questo punto, che militanti e simpatizzanti leghisti pongano qualche domanda a Maroni.
Quale è il programma politico di questa risuscitata alleanza ? Infatti, non ce n’è traccia !
Quali i compiti ed i poteri di Berlusconi leader della alleanza ? Forse sono senza limiti perché non definiti !
Il PdL condividerà, nel suo programma ed in campagna elettorale, anche l’inammissibile pretesa legista di trattenere, in Lombardia, il 75% dei tributi pagati dai cittadini lombardi ? Mistero gaudioso !
Nel caso, improbabile, che l’alleanza vinca le elezioni politiche, con quali criteri si sceglierà l’eventuale premier, visto che la Lega propone Giulio Tremonti, inviso a Berlusconi, ed il PdL indica Angelino Alfano ? Vuoi vedere che tra i due litiganti … sarà Berlusconi a godere !
Cosa pensano i dirigenti della Lega, da Tosi a Zaia, delle furiose reazioni, che manifestano molti militanti e simpatizzanti leghisti, dopo l’annuncio del “patto marosconi” ?
Quanti dirigenti leghisti condividono l’insofferenza che si sta propagando all’interno del movimento ?
Quanto costerà alla Lega, in termini di consensi elettorali, la frustrazione del popolo leghista ?
Ma soprattutto, che ne sarà della Lega, e del suo segretario, nell’ipotesi, tutt’altro che inverosimile, che Maroni esca sconfitto dalla corsa per la presidenza della Regione Lombardia ?
Il “patto marosconi” continuerà ad essere efficace ?

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